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Spiritualità
 
 
ORA SANTA SCRITTA DA PADRE PIO DA PIETRELCINA

San Pio da Pietrelcina
 

Agonia di Gesù nell'orto

Divinissimo Spirito, illuminami nella meditazione della Passione di Gesù, di questo Dio che soffre, agonizza e muore per amore della creatura.

L'uomo gioisce nella colpa ed il suo Dio per il peccato s'attrista, pena, suda Sangue, fra terribili agonie di spirito.

Che io possa penetrare nell'intimo dei Cuore di Gesù per leggervi l'essenza delle sue amarezze, che io possa confortarlo con il mio amore. Addolorata Mamma Maria, uniscimi con Te, per seguire Gesù.

Gesù entrato nell'orto degli Olivi dice ai discepoli: «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione», state all'erta, par che dica loro, perché il nemico non dorme, premunitevi contro di lui con l'arma della preghiera. Questa è l'ora delle tenebre, la notte più orrenda della storia. Gesù è estremamente triste. Egli priva la sua sacrosanta umanità della forza che le conferiva la Divinità, sottomettendola a tristezza indefinibile, a debolezza estrema, a mestizia ed abbandoni, a mortale angoscia. Tutto, tutto è schierato contro di Lui per tormentarlo e Gesù si atterrisce. Egli trema come preso da febbre altissima, lo spavento si impossessa ancora di Lui ed il Suo Spirito languisce in mortale tristezza. Egli, il Verbo eterno di Dio, ridotto alla favola dei suoi nemici. Gesù si ritrae? No, sin dal principio tutto generosamente abbraccia senza riserva.

Quella Divina Faccia, che tiene estasiati in eterna ammirazione della Sua bellezza gli Angeli ed i Santi del Cielo, è sulla terra tutta sfigurata! E' per riparare ed espiare la mia alterigia che Gesù è stato ridotto così, dinanzi al Padre Suo.

E per l'umiliazione del Suo Figlio diletto, il Padre perdona alla creatura superba. Gesù prega con tutta la fiducia di un Figlio. Riconosce di essere il solo per tutti, l'oltraggiatore della divina Maestà.

Riconosce di essere il solo che con il sacrificio della sua Vita può soddisfare la Divina Giustizia e riconciliare la creatura con il Creatore. Si sente abbattuto ma lotta accanitamente.

Mio Gesù, tutte le nostre debolezze le hai prese per te.

Per conferire a noi la tua Forza, ti abbatti così.

«Se è possibile, passi da Me questo calice!» E' il grido fiducioso che invoca l'aiuto del cielo. Mio Gesù, perché tu chiedi quello che non vuoi ti sia concesso? il dolore e l'amore. Ecco il grande segreto. Il dolore che ti opprime ti porta a chiedere aiuto e conforto, ma l'amore per soddisfare la giustizia divina ti porta a gridare: «Non la mia ma la tua volontà sia fatta!» O Gesù, quante anime generosamente ferite da questo tuo lamento, ti hanno fatto compagnia nell'Orto del Getsemani, partecipando alle tue amarezze ed alle tue angosce mortali. Fa che anch'io entri nel numero di costoro per poterti prestare un qualche sollievo e cooperare con te alla propria ed altrui salvezza eterna.

Gesù vede tutta la malvagità e la malizia delle creature. Vede tutte le nefandezze, le immodestie, le bestemmie. Vede tutti i sacrifici. Come un mare fluttuante, questo ammasso lo inonda, lo investe, l'opprime. Egli, l'essenza della purezza, la santità per natura, a contatto col peccato! Anzi, come divenuto peccato Lui stesso. Chi può comprendere l'orrore che ne sente? La natura sua ne prova infinita nausea.

E' schiacciato, oppresso, abbattuto, prostrato. Vorrebbe scuotere da Sé questa immensa mole che lo schiaccia. Vorrebbe scaricarsi di questo peso orrendo che lo fa rabbrividire. Ma quale figura Egli deve rappresentare? Di uomo lordo di tutte le brutture dell'umanità. Gesù ritorna ancora sul suo luogo di preghiera afflitto, accasciato, e cade a terra; un'angoscia mortale lo strazia. Egli versa in mortale agonia, l'amore lo dilania e lo martoria. Il timore lo scuote, lo fa tremare. La nausea del puzzo, una noia intensa invade l'anima sua. Il volto e la Persona sono tutti bagnati di Sangue, il volto ne è tutto intriso. E questo Sangue scende a purificare la terra, perché è il Sangue dell'Uomo-Dio che ascende a placare la Giustizia di Dio irritata per le nostre colpe. Se l'infinita Giustizia del Padre misura l'infinito valore del Suo preziosissimo Sangue ed è soddisfatta, l'uomo invece deve toccare con mano che il suo Amore non è sazio di patire per lui e si arresta, ma prosegue fino all'estrema agonia sulla Croce, fino alla morte ignominiosa su di essa.

Gesù ha pregato, per insegnarci ancora che, quando l'anima nostra si trova in desolazione, come la Sua, solo con la preghiera cerchiamo conforto dal cielo. O Gesù, che niente valga a staccarmi da Te, né la vita, né la morte. Seguendoti in vita, legato a Te appassionato, mi sia dato spirare con Te sul Calvario, per ascendere con Te nella gloria. Seguire Te nelle tribolazioni e nelle persecuzioni, per essere fatto degno un giorno di venirti ad amare in Paradiso, per cantarti l'inno del ringraziamento per tanto tuo patire.

Ma ecco che Gesù si leva da terra, asciuga il suo Volto bagnato di Sangue e forte e deciso si avvia verso l'uscita dell'Orto. Dove vai, o Gesù? Dove vai così pronto, risoluto, pieno di coraggio? A che ti esponi? «Oh! Lo sento! L'arma della preghiera mi ha fatto vincere e lo spirito ha soggiogato a sé la debolezza della natura; nella preghiera ho attinto forza ed ora posso tutto affrontare. Segui il mio esempio e tratta col cielo con la medesima fiducia nel dolore come io ho fatto». 

UN'ORA CON GESU' NELLA SUA AGONIA

L'ora dell'agonia è la più solenne e la più penosa della nostra vita l'ora decisiva, che risolve tutti i problemi dei lunghi o brevi anni di esilio e di prova, per portarci dinanzi al Principio e al Fine supremo dell'esistenza! Tu, o dolcissimo Gesù, venuto in terra a salvarci, hai voluto assaporare la più atroce agonia, anzi molteplici agonie in una, per prevenire, coi tuoi meriti, per avvalorare con le tue pene, a tutti noi, l'ora difficile e renderla luminosa di speranze immortali!

Permetti che, con amore ed umiltà, con profondo spirito di adorazione, contempliamo l'anima tua agonizzante, nel giardino degli ulivi, fermandoci a tre forme di amarissima agonia, che ti degnasti soffrire per noi: l'agonia del­l'abbandono, del rifiuto, del tradimento.

Oh! Quanto, quanto hai patito per noi, che non sappiamo ripagarti con degno e forte amore e nemmeno riusciamo a penetrare le tue divine angosce, per compatire e parteciparle almeno in minima parte. Degnati, con paterna misericordia, di aprire alquanto la nostra mente, per conoscere il tuo Cuore, il tuo dolore, il tuo amore, affinché, commossi e stimolati, possiamo corrispondere ai tuoi grandi sforzi di guadagnare il misero nostro amore! Vorremmo darti puro e, totale il dono di noi stessi e, insieme, saper procurarti, con la nostra fedeltà, tante, tutte le anime, che ti stanno lontane e che Tu desideri salve, poiché per tutte incontrasti l'agonia, la croce, la morte! O dolcissima Vergine Immacolata, nel tuo Cuore, che è specchio di Quello di Gesù, donaci di contemplare la sua Agonia!

Coepit contristari et moestus esse: Gesù cominciò a rattristarsi e ad essere mesto! La sua angoscia si presentò così profonda da strappargli il gemito: «l'anima mia e triste fino alla morte»! Non si rinchiuse, però, solo nel suo dolore, ma sempre paternamente interessato di noi, ci chiamò a partecipare la sua agonia, perché ne avessimo il merito, ne raccogliessimo i frutti e disse: «restate qui e vegliate con Me».

Contempliamolo, entriamo, per quanto ci è possibile, nell'anima divina di Gesù. S'inoltrò solo a pregare e, più solo che all'esterno, si sentì solo nell'intimo, abbandonato, isolato, gettato in un deserto, senza luce, senza conforto.

Il suo Cuore non avvertiva che la tristezza immensa e andava naufrago, senza scorgere tavola di salvezza!

Spontaneamente, con la più dolce fiducia filiale, si rivolse al Padre dei Cieli, che non Lo aveva lasciato mai solo; al Padre con cui era Uno; Lo supplicò di risparmiargli quel Calice, ma non ebbe risposta!...

O Gesù; noi non sappiamo nemmeno lontanamente penetrare la pena amarissima dell'abbandono del Padre, che, cominciando nel Getsemani, ti torturò fino all'ultimo tuo gemito sulla croce ma sappiamo, però, di essere noi la causa di questo tuo atroce martirio. Infatti: sollevandoti da terra, dove stavi prostrato ti recasti dai tre Discepoli e li trovasti addormentati! Neppure un'ora sappiamo vegliare con Te ed è per questo nostro abbandono che Tu soffri l'abbandono del Padre Tuo: devi pagare le nostre infedeltà, le nostre freddezze, i nostri lenti, svogliati movimenti nel tuo santo servizio, per il quale dovremmo avere di continuo l'energia e la generosità del più ardente amore!

Concedici, o buon Gesù per i meriti della tua agonia dell'abbandono, che non Ti lasciamo mai solo nel nostro cuore, ma vigiliamo per udire la tua voce, che ci indichi il tuo beneplacito, che vogliamo sempre compiere. Rendici vigilanti a pensarti, per meritare di vivere, con Te, i tuoi misteri e, specialmente, le agonie alla nostra miseria: rendici delicate e solerti di trovarci sempre con Te, in Te, unico, sommo Bene!

E la tua desolata agonia si prolunga oggi nell'abbandono del Tabernacolo: questo ineffabile prodigio, che Tu operi per trovarti incessantemente a contatto con le tue povere creature, è tanto negletto, inapprezzato e Tu, Amore, stai sempre ad aspettare, nella pietosa speranza che alcuno ti ami e ti venga a cercare. E siamo noi che abbiamo bisogno di Te, non Tu di noi, o divino Indipendente ma... Tu ami e noi non amiamo!... Le tue creature errano lontano, affollano le piazze, le strade, s'immergono in vane e fatali distrazioni e Tu, nella tua sconsolata solitudine, invano le chiami, per renderle la vera felicità!

Siamo cieche anche noi, o amabilissimo Gesù nostro, siamo insipide e spensierate ma ti supplichiamo ad accrescere il nostro amore, a renderci impossibile dimenticarti nella nostra giornata tutta dedita a Te, a renderci capaci di farti dimenticare e perdonare l'ingratitudine del mondo, ad unirci a Te, per guadagnarti tutte le anime. Tu hai agonizzato per salvarle; fà che tutte ti cerchino e nessuna si perda!

«Passi da Me questo Calice» dicesti, o buon Gesù, nell'angoscia intollerabile, al Padre, che sempre ti aveva esaudito, ma questa volta anch'Egli si rifiuta! Mistero profondo! Sì, era necessario che Tu assaporassi anche l'agonia del rifiuto del Padre, per riparare i rifiuti innumerevoli delle tue creature, per limitarne e renderne meno fatali le conseguenze. Il Padre si rifiuta di esaudirti, i Discepoli si rifiutano un'ora di veglia e di preghiera e noi tutti prolunghiamo per Te, dolcissimo Salvatore, l'amarissima agonia del rifiuto. Un consenso alle tue amorose richieste, un “sì”, una serena vigilanza per conoscere la tua Volontà e compiacerla, basterebbero a consolarti e a renderci anche felici, eppure... siamo così attaccati a noi stessi, così amanti, stoltamente, della nostra miseria, da lasciarti chiedere e attendere invano! Tu, che non deludi mai nessuno, resti sempre deluso: Tu, che sempre esaudisci, non sei esaudito! E chiedi non per Te, ma per noi, la cecità della creatura è incredibile! O Gesù amatissimo, Tu vai incessantemente mendicando amore: non imponi, chiedi soltanto come se fossi bisognoso e noi non rispondiamo.

Tu, onnipotente, sei impotente dinanzi alla nostra libertà: è appunto questa libertà nostra che ti fa agonizzare, che ti configge alla croce! Lo vediamo, sì: Tu aspetti con instancabile pazienza: da secoli aspetti le anime e, quando giungono, mai le respingi, perché le ami. Oh! Come potresti meglio mostrare la tua Divinità che con questo paziente amore? Soltanto Dio può amare così; soltanto un Uomo-Dio può perdonare e compatire così, esercitando la sua sovranità con il sudore di Sangue della più atroce agonia, che trionfa su tutte le ingratitudini umane e si prolunga fino alla morte di croce! O Gesù, vorremmo consolarti, per gli amari rifiuti, che ricevi da noi e dagli altri studiando i tuoi desideri e consentendo a tutti con il più generoso amore, ma come possiamo promettere, conoscendo la nostra estrema fragilità e incostanza?

Permetti, dunque, che invochiamo la tua infinita misericordia, permetti che ti ricordiamo l'atroce tua agonia, supplicandoti a farci capaci di riparare, di espiare, di amare davvero, tenendoci a Te unite indissolubilmente. Fa' che in Te, riusciamo ad amare tutti senza pretendere di essere amate; facciamo piacere a tutti, senza volere gratitudine; rispondiamo a tutti, senz'aspettare ricambio. Concedici quest'assenza di egoismo, questa vera carità, secondo i tuoi insegnamenti, per portare al tuo Tabernacolo un puro omaggio di amore, a compenso del rifiuto delle anime alle tue amorose richieste.

O Gesù, fa' che ti amiamo, affinché Tu abbia a trasformarci poi tutto in un cuore che ti ama! Fà che le anime ti conoscano per poter amarti e non vi sia più alcun cuore in cui Tu resti impotente!

O amabilissimo Gesù, Tu rispondi al rigoroso rifiuto del Padre tuo con l'atto filiale del più sereno abbandono: «Non come Io voglio, Padre mio, ma come vuoi Tu»! Oh! Chi ci concederà di saper contemplarti ed imitarti, o dolcissimo Maestro, in questo tuo sublime atteggiamento di abbandono, che è il più grande amore?... E, accettato il volere del Padre, accetti anche con ineffabile mansuetudine, il rifiuto delle tue deboli creature: «Dormite pure e riposatevi»! Sopra di Te prendi lo scotto di tutte le nostre infedeltà e, coraggioso, ti avanzi a ricevere il bacio del tradimento! Questa terza agonia Tu vedi spontaneamente seguire le altre, o instancabile Amante, divino, perché l'abbandono, il rifiuto, portano al tradimento.

Chi non è con Te, lo dicesti, è contro di Te. Giuda rifiutando di amarti, giunge a tradirti e, resistendo agli ultimi richiami della tua infinita misericordia, Ti consegna nelle mani dei carnefici! E così ancora, così sempre Tu agonizzi nel Tabernacolo, dove sei tradito dal sacrilegi, dalle profanazioni, dall'incomprensione più scoraggiante!

E siamo anche noi, o Gesù, che ti consegniamo nelle mani dei tuoi nemici, se viviamo in noi stesse, se affondiamo nell'egoismo, contentando i nostri desideri, invece di studiare i tuoi, seguendo la nostra volontà, piuttosto che la tua adorabile, che si manifesta in ogni ordine di obbedienza non solo, ma in qualunque altra volontà, che non sia la nostra, sempre pronta a tenderci insidie fatali alla perfezione. La nostra fedeltà, la generosa rinuncia, il nostro vero e forte amore, palesi o silenziosi, sono il richiamo delle anime a Te e, perciò, quando non siamo tutto questo e non secondiamo il tuo beneplacito, ci mettiamo nelle mani dei tuoi nemici, commettiamo un tradimento e, purtroppo, molte volte, senza inorridire, perché siamo cieche e non diamo il vero peso alle nostre infedeltà! Basta, o buon Gesù, basta: concedici quella fedeltà perfetta, con la quale anche una sola anima può riparare per mille.

Fa' che ogni nostra azione ti esprima amore e ottenga dalla tua bontà di conoscerti ed amarti di più, sempre di più, per nascondere al tuo sguardo l'ingratitudine umana. Insegnaci a pensare sempre a Te, perché cominceremo ad amare davvero quando non penseremo più a noi!

Ti supplichiamo o Verbo Umanato per nostro amore e agonizzante per la nostra salvezza, parla Tu solo all'anima nostra e metti in silenzio ogni altra voce. Degnati praticare, nel nostro interno, un vuoto assoluto, un silenzio perfetto di tutte le nostre passioni, le nostre voglie, inclinazioni, volontà, affinché, abbandonando tutto, decisamente, consoliamo il tuo angoscioso abbandono; consentendo sempre alle tue amorose richieste, ripaghiamo gli amari rifiuti che ricevi; accogliendoti in ogni istante e donandoti a tutti, con la fedeltà del nostro amore, cancelliamo i tradimenti, di cui sei l'adorabile Vittima!

Ci troverai sempre sui tuoi passi, unite alla tua agonia, assetate di provarti la nostra sottomissione e il nostro distacco da tutte le cose e da noi stesse, per aderire a Te, unico Bene!

Suor M. Costanza Panas 

LITANIE DEL SACRO CUORE DI GESU'

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.

Preghiamo.

O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa' che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni.

Per Cristo nostro Signore. Amen.